L’ industrializzazione incontra il gusto

L’industria che produce copie e feticci che solleticano la memoria

 

Cenacolo- Forest Lawn Memorial Park di Glendale, Los Angeles

Cenacolo- Forest Lawn Memorial Park di Glendale, Los Angeles

 

Sull’onda della divisione tra gusto e arte, il processo di industrializzazione artistica, per sopravvivere, ha iniziato a produrre un materiale che incontrasse l’apprezzamento delle masse riproponendo spesso modelli conosciuti e amati dal grande pubblico.

Sono riusciti a fare in modo che «di opere molto celebri venisse identificato soltanto l’aspetto che potremmo definire aneddotico ed estrinseco, anziché quello derivante dall’estrinseca adesione ed osmosi tra “forma” e “contenuto” dell’opera».

In questo modo, molte volte, ci troviamo davanti alla scissione dei due momenti e quindi o all’esclusiva attenzione verso la forma o al dominio assoluto del contenuto. Grazie all’avanzamento tecnologico oggi abbiamo la possibilità di ricreare ogni cosa: la riproduzione vuota della forma vince sul contenuto.

Giuseppe Veneziano- Selfie

Giuseppe Veneziano- Selfie

 

Le copie

Si arriva a riprodurre ogni cosa in modo più o meno fedele, dal Cenacolo vinciano ridotto a vetrata, come al Forest Lawn Memorial Park di Glendale di Los Angeles, ai dipinti di Van Gogh proiettati in modo da poterci camminare all’interno, come nella mostra Van Gogh Alive – The Experience.

 

Mostra Klimt Experience

Mostra Klimt Experience

 

Mostra Van Gogh Alive

Mostra Van Gogh Alive

Già nel 1700, David Hume poneva due costanti per una buona comprensione e un buon apprezzamento dell’opera d’arte, la novelty e la facility. Il confronto con il suo approccio all’opera d’arte viene immediato. Affermava infatti che senza la novità non c’è interesse e non c’è richiamo da parte dell’opera d’arte verso il pubblico; ma d’altro canto, senza un po’ di facility, e cioè una conoscenza anticipata dell’opera e una certa agevolezza nel comprenderla i fruitori perdono interesse.
Oggi le richieste del pubblico sono cambiate; la massa pretende un’arte che riproponga, fondamentalmente, sempre il vecchio o un nuovo che sia altrettanto facilmente comprensibile. Una facilità integrale e un azzeramento della difficulty per essere decifrata.

Zeren Badar- Acident Series

Zeren Badar- Acident Series

 

Nathan Sawaya- Il pensatore

Nathan Sawaya- Il pensatore

Sia che un evento provochi gioia o dolore, orgoglio o vergogna, ira o benevolenza, produce un’affezione più forte quando è nuovo o inusitato. E sebbene la novità per sé stessa rechi piacere, essa fortifica le passioni dolorose, tanto quanto quelle piacevoli.- ormai lo spettatore però preferisce la facilità completa della comprensione.

 

 

Credits:

 G. Dorfles, Kitsch, Antologia del cattivo gusto

 D. Hume, Saggi e trattati morali letterari politici e economici, trad. it. a cura di M. dal Pra, E. Ronchetti, Unione topografico-     Editrice torinese, Torino 1974


http://www.giuseppeveneziano.com/gallery.html

https://www.ignant.com/2014/01/28/accident-series-by-zeren-badar/